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domenica 15 aprile 2012

I miei occhi che osservano la pioggia, una pioggia incessante, il cielo scuso... dalla finestra scendono gocce veloci portate dal vento ... 
Nella mia mente... pensieri.. troppi pensieri ... li osservo con gli occhi interni e capisco che non sono pensieri ma speranze... speranze per il mio futuro.
Vorrei delle certezze, quelle certezze che ti possono permettere di creare e di dedicare un pò di tempo alla persone che vuoi bene, in questi giorni quello che doveva andare non è andato e quello che pensavo non si è realizzato.
Sono triste, triste perché devo fare delle scelte, quelle scelte che spesso non sai dove ti porteranno perché non mi è concesso conoscere il futuro, molti la chiamano vita .. io la chiamo tortura.
Certi mi desiderano ma non si possono permettere di avermi, e con molta tristezza sanno che prima o poi dovrò andarmene, qualcuno che non conosco ancora spera di conoscermi e che mi possa avere, ma io non so se sono pronto per lui.
Mi sembra di navigare in un oceano con una zattera senza vela, perso, smarrito... alla ricerca di una stabilità che mi possa permettere di coltivare la mia collina di emozioni e avventure, qualcuno prima o poi sicuramente me lo permetterà... ma quando?
Suona il telefono, numeri che non conosco, prendo impegni per colloqui che poi so già dentro di me non voler fare, ma sono almeno obbligato ad ascoltare quello che mi vorranno dire.
Forse sono io che non permetto a me stesso di fare quei sacrifici difficili e duri che tutti noi facciamo per lavorare, ma ho la tremenda paura di perdere tutto e dedicare solo la mia vita ad un lavoro intenso che mi farà perdere tutto quello che amo.
Sono indeciso, e penso che l'indecisione sia come un cavatappi che scava pian piano dentro un tappo di una bottiglia, prima o poi la sua corsa finisce, e siamo obbligati a tirare su, stappando quella bottiglia e incominciare a bere la vita che abbiamo iniziato.


Speriamo bene. 

giovedì 5 aprile 2012

Un giorno da ricordare


Era una notte di aprile, fuori le stelle cullavano la città e un vento freddo faceva respirare un area di serenità.... ecco che all'improvviso tutto si ferma. Le vite delle persone si fermano, gli occhi del mondo intero si fermano, si fermano inorriditi di quello che i giornali e le televisioni come avvoltoi trasmettono in tv, quella città è distrutta!  Distrutta da un terremoto, da un avvenimento che nessuno prevede e che nessuno può scappare, si,  perché un terremoto non distrugge solo le case, le scuole o gli ospedali, non spezza solo le vite di giovani studenti ma spacca il cuore e la mente per sempre delle persone che lo hanno vissuto.
Scappare, ma dove?... Nascondersi o reagire .... piangere, disperarsi ... nulla serve se non alzare lo sguardo al cielo e sperare che passi.
Pochi minuti eterni, polvere e rumori agghiaccianti che ti circondano ... nulla è ormai certo dentro di te, ti preoccupi per i tuoi cari, per gli amici che vivono accanto a te, non vedi più il contorno definito delle case intorno a te ... una sola parola risuona nella tua mente AIUTO !
Ed ecco che da tutta l'italia quella parola si trasmette come un vento di tempesta, avvolgendo una nazione di umanità e altruismo, milioni di luci lampeggianti formano colonne dirette verso di te, milioni di persone prendono una borsa con pochi vestiti e sono pronti a darti quella spalla per piangere, l'Italia si unisce al tuo dolore, sa di potertene sottrarre solo un pezzetto, ma vendendo tutto questo tu puoi alzare gli occhi pieni di lacrime e riaffrontare la vita.


Io c'ero, tutti c'erano, ancora vedo gli occhi e i sorrisi di persone, che senza parlare ringraziano ognuno di noi di aver dedicato un attimo della propria vita per aiutare chi è in difficoltà.


Affrontare una tragedia come quella mi ha fatto aprire il cuore, ed ospitarne dentro, sia il dolore di ogni persona, ma anche una famiglia intera, fatta di persone bellissime piene di volontà, piene di sogni che piano piano prenderanno a rivolare.
Non dimenticare è importante, solo per il fatto che facendolo non si permette a queste persone di poter dire che uniti tutto si affronta e tutto va avanti.



martedì 3 aprile 2012


Milioni di persone si conoscono durante la propria vita, persone interessanti, persone di passaggio che lasciano un qualcosa e poi se ne vanno, persone che si osservano anche per un solo momento e poi non si rivedranno più…
Volti e corpi che influenzano il nostro andamento di vita, con gesti o pensieri, nessun essere umano riesce a non avere almeno una volta in vita sua un contatto con altre persone, come piccoli esploratori veniamo sempre messi alla prova con nuove scoperte.
Ecco che nella cima della nostra montagna scopriamo te…. dalla risata dirompente e dal sorriso contagioso.
Un diamante grezzo senza valore apparente che pian piano si sta lavorando facendo apparire le migliaia di sfaccettature bellissime che possiede, un fiore nascosto in una grandissima valle apparentemente insignificante, ma quando il sole nasce e lo illumina è uno dei pochi che splende alza la testa e ne cattura ogni minimo raggio.
Sai splendere in ogni occasione, regalandoci un momento magico tra realtà e fantasia, sai farci catapultare nel surreale con le tue idee e con i tuoi pensieri, fantastica compagna di amicizia e avventure.
Sappi che accanto a noi ci sarà sempre una sedia ad aspettarti, un piatto su cui mangiare e un letto che ti farà sognare, non siamo solo amici, ma una corda a tre fili,resistente che può trattenere pensieri e situazioni difficili aiutandoti a non cadere giù.

domenica 1 aprile 2012

La Notte in Città


Vorrei essere un fantasma invisibile che fluttua dentro una grande città, trasparente in modo che nessuno mi possa vedere, vorrei osservare quello che accade quando la notte scende dolcemente in una grande città, come un sipario che cala con l'ultima scena di uno spettacolo.
Ecco che le saracinesche iniziano a chiudersi, come un treno che passa sui binari a bassa velocità si sente il ticchettio della chiusura quasi contemporaneamente di tutte le porte dei negozi del corso... inizia ad affollarsi di commessi e proprietari che velocemente si recano verso la fermata della metropolitana, scomparendo dentro una scalinata sotterranea come se fosse l'entrata di una macchina per il teletrasporto che li materializzerà direttamente dentro le loro case....
 Flutto tra piccole viuzze strette ... piazze vuote .... e incomincio a vedere accendersi i lampioncini automatizzati, riesco a sentire un velo di malinconia che li avvolge, nessuno di loro è il primo e nessuno è l'ultimo, la loro malinconia è nel passato, quando un uomo piccolo, curvo agitando un bastone lunghissimo con una fiammella li accendeva uno ad uno girando per la città, e loro nella notte si potevano vantarsi di chi era stato il primo e chi era l'ultimo. 
Noto in lontananza una donna senza suo marito, la osservo meglio, e mi accorgo che è solo un travestito che si cinge con passo lento quasi rassegnato ad andare nel suo maledetto posto di lavoro, nessuno sguardo nemmeno quando incrocia due uomini scintillanti come lucciole che svuotano i cestini colmi di cartacce.... ecco che da un angolo appare un anziano, vestito pesantemente con sotto il braccio un grande cartone giallo, so benissimo che quell'uomo è un barbone e che cerca l'angolo più caldo di un palazzo per passare la notte, e che il suo cartone è per lui l'unica sicurezza di casa che potrà avere... 
Ormai la città dorme, curiosamente sbircio dal basso le finestre accese, ammirando soffitti e lampadari, immaginandomi chi li abita e quello che staranno facendo... arriva un vento debole ma freddo, non si sentano rumori....tra poche ore la città si risveglierà e tutto questo scomparirà.
Notte che tutto nascondi, sole che tutto illumini, cercate per una volta di non far sembrare che tutto questo abbia un inizio e una fine ... lasciate a noi il tempo di poterci fermare e poter ammirare come riuscite a far cambiare il volto della nostra città.