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lunedì 30 luglio 2012

Ascoltare con gli occhi

Il vento soffia forte sulle guance, riesci a sentire solo la sensazione di fresco che sfiora la tua pelle, vedi i fili d'erba di un prato danzare dolcemente come un ballerino che sta riscaldando i muscoli delle sue  gambe prima di una esibizione.
In lontananza un'altalena con la sua catena arrugginita dondola piano piano su e giù, vuota, senza nessun bambino che la spinga e nessuna risata quando il cielo si fa più vicino, i colori si scuriscono e le nubi cavalcano velocemente il soffitto del mondo unendosi in un grande piumone grigio carico di gocce.
Davanti ai suoi occhi si rincorrono piccole foglie gialle e marroni cadute dagli alberi come gruppi di scolaretti giocosi nel mezzo della ricreazione dopo la campanella, tutto si scurisce, tutto si muove spinto dal vento di un temporale estivo, si osservano le coppiette di anziani che con ansia abbandonano le loro panchine con l'angoscia e la delusione di una giornata interrotta.
Lui al centro del giardino, piccolo, con i calzoncini corti e una maglietta fine di un colore acceso osserva tutto ciò con uno sguardo di smarrimento, il pallone davanti ai suoi sandali, quel pallone che non ha suono, che, anche se circondato da altri bambini che giocano e gridano non fa nessun rumore, nemmeno il vento che ulula il suo minaccioso arrivo si fa udire.
I suoni per lui sono solo i colori e il muoversi degli oggetti, la sua mente cerca invano di farli possedere la sensazione di quello che accade intorno, conosce già quei movimenti che li annunciano che da lì a poco grandi gocce di pioggia bagneranno il suo volto, l'erba intorno a lui e i giochi di quei bambini assenti, ma lui non si scompone... piano piano con passo deciso avanza e si incammina verso casa, non conosce il rumore di quelle gocce ma sa assaporare l'odore che il vento bagnato porta con se.
Quando una goccia li bagna il viso, alza gli occhi al cielo e gli sorride divertito e compiaciuto come se avesse sentito tutto quello che lo circonda ... e a modo suo questo è accaduto ..... 


Il vivere senza sentire spesso fa concentrare gli occhi, li fa diventare delle macchine da ripresa con una visione completamente diversa dei movimenti, ci si rifugia dentro noi stessi, si assaporano odori che ci preannunciano avvenimenti che ci anticipano i rumori che non conosciamo ma che sappiamo esserci e che ci circondano.
In qualche momento della mia vita ho immaginato di staccare la spina del suono e isolarmi osservando quello che mi circonda solo con lo sguardo, ma mi sembrava che anche il silenzio avesse un rumore e non pensavo minimamente di come potesse essere vivere senza distinguere il silenzio dal rumore della vita. 
Ho capito osservando quel bambino che spesso facciamo affidamento troppo spesso ai rumori che ci circondano, impetuosi o delicati, dobbiamo fermarci ad osservare di più quello che ci circonda e   possedere anche per poco l'immaginazione di che rumore possa avere, ovviamente diverso da quello che conosciamo. Proviamo a fare come lui ... ascoltiamo la vita con gli occhi ... ci sta che sia migliore di quello che abbiamo mai udito prima di adesso ... 

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