Sono nato con il presentimento che accanto a me ci fosse un gigante buono che mi proteggesse, che in quelle poche volte che mi prendeva in braccio mi facesse volare in un mondo dove tutto e tutti non potessero mai farmi del male.
Passano gli anni e io cresco accanto a te, vengo illuso dai tuoi racconti, vedo le fantasie nei tuoi occhi e ne vengo rapito credendo a tutto, mi ricordo ancora la giornata passata davanti alla finestra aspettandoti, visto che tu mi avevi promesso che saresti arrivato in elicottero e avresti atterrato nel campetto davanti casa, ti ho creduto ... e anche se poi illuso e un pò arrabbiato ancora a trenta anni ti credo e mi piace credere sempre a quello che mi prometti o a quei sogni che ti piace raccontare. Vengo rapito dai tuoi racconti, sarà la tua voce calda o i tuoi occhi che come un proiettore riflettono quelle storie che non hanno ormai più ne una data, ne un tempo, e io lì, accanto a te che ascolto e immagino tutto.
Continuano a passare gli anni e anche se spesso sono distante da te continuo a sentire sempre la tua voce che mi dice di stare in campana quando esco dalla porta di casa, i tuoi consigli, i tuoi rimproveri, e spesso penso che ci sono delle persone che non hanno potuto avere un padre accanto come te che gli possa insegnare il rispetto e l'educazione, i valori della vita passata e i valori della vita che sta vivendo. In questa vita hai saputo regalarmi giorni bellissimi passati soli insieme a caccia tra panorami ed emozioni unici, dove ogni minuto mi faceva sentire sempre più vicino a te e orgoglioso di avere un padre così.... un padre che anche se non come gli altri padri dice ai propri figli "ti voglio bene", te lo sa dimostrare a modo suo, e io in questi anni ho saputo riconoscere e comprendere quei gesti.
Tutti mi dicono che quando parlo di mio padre gli occhi mi si illuminano e si vede benissimo quanto li voglia bene, io rispondo che si sbagliano ... io sono innamorato di mio padre .... perchè lui per me è un amico, un fratello, un padre, un nonno e se non bastasse l'uomo che amo più di me stesso, è la persona che sa illuminare il mio cammino, è la persona che vive dentro di me e non saprei nemmeno immaginare la mia vita senza di lui.
Adesso compi i tuoi sessanta anni ... e come un bambino mi immagino che dirai a tutti di compierne molti meno, perchè molti meno sono gli anni che ti senti, gli anni che dimostri.
Auguri papà !
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venerdì 31 agosto 2012
lunedì 30 luglio 2012
Ascoltare con gli occhi
Il vento soffia forte sulle guance, riesci a sentire solo la sensazione di fresco che sfiora la tua pelle, vedi i fili d'erba di un prato danzare dolcemente come un ballerino che sta riscaldando i muscoli delle sue gambe prima di una esibizione.
In lontananza un'altalena con la sua catena arrugginita dondola piano piano su e giù, vuota, senza nessun bambino che la spinga e nessuna risata quando il cielo si fa più vicino, i colori si scuriscono e le nubi cavalcano velocemente il soffitto del mondo unendosi in un grande piumone grigio carico di gocce.
Davanti ai suoi occhi si rincorrono piccole foglie gialle e marroni cadute dagli alberi come gruppi di scolaretti giocosi nel mezzo della ricreazione dopo la campanella, tutto si scurisce, tutto si muove spinto dal vento di un temporale estivo, si osservano le coppiette di anziani che con ansia abbandonano le loro panchine con l'angoscia e la delusione di una giornata interrotta.
Lui al centro del giardino, piccolo, con i calzoncini corti e una maglietta fine di un colore acceso osserva tutto ciò con uno sguardo di smarrimento, il pallone davanti ai suoi sandali, quel pallone che non ha suono, che, anche se circondato da altri bambini che giocano e gridano non fa nessun rumore, nemmeno il vento che ulula il suo minaccioso arrivo si fa udire.
I suoni per lui sono solo i colori e il muoversi degli oggetti, la sua mente cerca invano di farli possedere la sensazione di quello che accade intorno, conosce già quei movimenti che li annunciano che da lì a poco grandi gocce di pioggia bagneranno il suo volto, l'erba intorno a lui e i giochi di quei bambini assenti, ma lui non si scompone... piano piano con passo deciso avanza e si incammina verso casa, non conosce il rumore di quelle gocce ma sa assaporare l'odore che il vento bagnato porta con se.
Quando una goccia li bagna il viso, alza gli occhi al cielo e gli sorride divertito e compiaciuto come se avesse sentito tutto quello che lo circonda ... e a modo suo questo è accaduto .....
Il vivere senza sentire spesso fa concentrare gli occhi, li fa diventare delle macchine da ripresa con una visione completamente diversa dei movimenti, ci si rifugia dentro noi stessi, si assaporano odori che ci preannunciano avvenimenti che ci anticipano i rumori che non conosciamo ma che sappiamo esserci e che ci circondano.
In qualche momento della mia vita ho immaginato di staccare la spina del suono e isolarmi osservando quello che mi circonda solo con lo sguardo, ma mi sembrava che anche il silenzio avesse un rumore e non pensavo minimamente di come potesse essere vivere senza distinguere il silenzio dal rumore della vita.
Ho capito osservando quel bambino che spesso facciamo affidamento troppo spesso ai rumori che ci circondano, impetuosi o delicati, dobbiamo fermarci ad osservare di più quello che ci circonda e possedere anche per poco l'immaginazione di che rumore possa avere, ovviamente diverso da quello che conosciamo. Proviamo a fare come lui ... ascoltiamo la vita con gli occhi ... ci sta che sia migliore di quello che abbiamo mai udito prima di adesso ...
In lontananza un'altalena con la sua catena arrugginita dondola piano piano su e giù, vuota, senza nessun bambino che la spinga e nessuna risata quando il cielo si fa più vicino, i colori si scuriscono e le nubi cavalcano velocemente il soffitto del mondo unendosi in un grande piumone grigio carico di gocce.
Davanti ai suoi occhi si rincorrono piccole foglie gialle e marroni cadute dagli alberi come gruppi di scolaretti giocosi nel mezzo della ricreazione dopo la campanella, tutto si scurisce, tutto si muove spinto dal vento di un temporale estivo, si osservano le coppiette di anziani che con ansia abbandonano le loro panchine con l'angoscia e la delusione di una giornata interrotta.
Lui al centro del giardino, piccolo, con i calzoncini corti e una maglietta fine di un colore acceso osserva tutto ciò con uno sguardo di smarrimento, il pallone davanti ai suoi sandali, quel pallone che non ha suono, che, anche se circondato da altri bambini che giocano e gridano non fa nessun rumore, nemmeno il vento che ulula il suo minaccioso arrivo si fa udire.
I suoni per lui sono solo i colori e il muoversi degli oggetti, la sua mente cerca invano di farli possedere la sensazione di quello che accade intorno, conosce già quei movimenti che li annunciano che da lì a poco grandi gocce di pioggia bagneranno il suo volto, l'erba intorno a lui e i giochi di quei bambini assenti, ma lui non si scompone... piano piano con passo deciso avanza e si incammina verso casa, non conosce il rumore di quelle gocce ma sa assaporare l'odore che il vento bagnato porta con se.
Quando una goccia li bagna il viso, alza gli occhi al cielo e gli sorride divertito e compiaciuto come se avesse sentito tutto quello che lo circonda ... e a modo suo questo è accaduto .....
Il vivere senza sentire spesso fa concentrare gli occhi, li fa diventare delle macchine da ripresa con una visione completamente diversa dei movimenti, ci si rifugia dentro noi stessi, si assaporano odori che ci preannunciano avvenimenti che ci anticipano i rumori che non conosciamo ma che sappiamo esserci e che ci circondano.
In qualche momento della mia vita ho immaginato di staccare la spina del suono e isolarmi osservando quello che mi circonda solo con lo sguardo, ma mi sembrava che anche il silenzio avesse un rumore e non pensavo minimamente di come potesse essere vivere senza distinguere il silenzio dal rumore della vita.
Ho capito osservando quel bambino che spesso facciamo affidamento troppo spesso ai rumori che ci circondano, impetuosi o delicati, dobbiamo fermarci ad osservare di più quello che ci circonda e possedere anche per poco l'immaginazione di che rumore possa avere, ovviamente diverso da quello che conosciamo. Proviamo a fare come lui ... ascoltiamo la vita con gli occhi ... ci sta che sia migliore di quello che abbiamo mai udito prima di adesso ...
domenica 29 luglio 2012
Gli anni che verranno
Quando nasciamo non siamo capaci di accorgersi di come siamo fragili, di come tenuti su un palmo di mano non siamo ancora consapevoli di cosa diventeremo e di come affronteremo la vita.
Incominciamo con quei primi passi a conoscere l'instabilità del mondo che ci circonda, e piano piano sempre con più spavalderia calpestiamo la strada delle vita, aiutati e sorretti dai nostri genitori, cadiamo spesso ma quasi sempre una mano viene in nostro soccorso per rialzarci e in certi casi piangere insieme il dolore della caduta.
Cresciamo e come esploratori riusiamo a prendere strade con incroci dove nessuna indicazione ci aiuta a prendere una decisione, salite e discese, i dubbi spesso ci attanagliano la mente ma noi andiamo avanti e certe volte ritorniamo anche indietro per riprendere la strada migliore o più giusta, ci sentiamo sicuri, combattivi e sognatori...
Poi si cresce ancora ... si matura e lasciamo le frenesie e le pazzie agli anni passati e rinchiusi in un cassetto, cerchiamo la stabilità, la pace, un'ombra che ci accompagni per un pò nella nostra vita, un ombra che ci prenda per la mano e ci faccia essere sicuri quando sicuri incominciamo a non essere più così tanto.
Glia anni avanzano e adesso non vediamo più importante la strada davanti a noi, ci piace rivedere la strada che abbiamo fatto, ci piace raccontarla e ci piace anche ingigantire qualche piccolo particolare, ci vogliamo rivedere sicuri e spavaldi come eravamo anni passati e invece dentro di noi ci sentiamo come quando siamo nati, fragili e indifesi.
Questa volta non siamo sorretti dai nostri genitori, ma siamo accompagnati dolcemente da chi ci vuol bene e chi insieme a noi conosce la nostra vita, le nostre avventure le fantasie epiche di racconti che ci hanno riempito la mente di ricordi, ormai il nostro corpo non vede altro che la stanchezza di momenti passati di corsa, e si lascia gli ultimi anni alla ricerca dei movimenti lenti e difficili.
Si cerca di vivere nel futuro, ma ci si dimentica spesso che quel futuro sarà prima o poi il nostro passato.
Incominciamo con quei primi passi a conoscere l'instabilità del mondo che ci circonda, e piano piano sempre con più spavalderia calpestiamo la strada delle vita, aiutati e sorretti dai nostri genitori, cadiamo spesso ma quasi sempre una mano viene in nostro soccorso per rialzarci e in certi casi piangere insieme il dolore della caduta.
Cresciamo e come esploratori riusiamo a prendere strade con incroci dove nessuna indicazione ci aiuta a prendere una decisione, salite e discese, i dubbi spesso ci attanagliano la mente ma noi andiamo avanti e certe volte ritorniamo anche indietro per riprendere la strada migliore o più giusta, ci sentiamo sicuri, combattivi e sognatori...
Poi si cresce ancora ... si matura e lasciamo le frenesie e le pazzie agli anni passati e rinchiusi in un cassetto, cerchiamo la stabilità, la pace, un'ombra che ci accompagni per un pò nella nostra vita, un ombra che ci prenda per la mano e ci faccia essere sicuri quando sicuri incominciamo a non essere più così tanto.
Glia anni avanzano e adesso non vediamo più importante la strada davanti a noi, ci piace rivedere la strada che abbiamo fatto, ci piace raccontarla e ci piace anche ingigantire qualche piccolo particolare, ci vogliamo rivedere sicuri e spavaldi come eravamo anni passati e invece dentro di noi ci sentiamo come quando siamo nati, fragili e indifesi.
Questa volta non siamo sorretti dai nostri genitori, ma siamo accompagnati dolcemente da chi ci vuol bene e chi insieme a noi conosce la nostra vita, le nostre avventure le fantasie epiche di racconti che ci hanno riempito la mente di ricordi, ormai il nostro corpo non vede altro che la stanchezza di momenti passati di corsa, e si lascia gli ultimi anni alla ricerca dei movimenti lenti e difficili.
Si cerca di vivere nel futuro, ma ci si dimentica spesso che quel futuro sarà prima o poi il nostro passato.
Rinascita
Tutti sappiamo una cosa certa, che dovremo morire e che di vita ne abbiamo una sola, io parto da questo criterio... è verissimo che di vita ne abbiamo una sola e allora cerchiamo di viverla al meglio!
Penso che però tutti siamo come delle fenici che muoiono e rinascono dalle proprie ceneri, ogni volta che una storia d'amore bellissima naufraga, ecco, che lasciamo andare a picco la nave con tutti i suoi problemi e con tutti i suoi momenti bellissimi, non si cerca quasi mai di salvare una nave che ormai è in avaria e dentro di noi speriamo e sappiamo che costerebbe troppa fatica riparare quello che è rotto ... e ne creiamo una nuova.
Io ormai vivo su una nave che più che in avaria è come una zattera, piena di buchi e lo spago che teneva legati saldi i suoi tronchi si sta pian piano lacerando.... poi però mi soffermo su quei tronchi e osservandoli bene vedo anche i bellissimi momenti che mi ha fatto vivere.
Mi sono imbarcato e nel mio viaggio su quella che era all'inizio una bellissima e robusta nave, mi ha accompagnato una superba orchestra che lasciava impresso per ogni momento importante una bellissima colonna sonora, la musica del mio amore, la musica che ti trasporta nel passato e lascia che il cuore si apra e dimentichi tutto. Oggi ho riascoltato quella musica e mi sono detto dentro di me se non conviene navigare su una zattera e trasformarla piano piano in una bellissima nave?
Ecco che come una fenice ho deciso di rinascere e insieme a me far rinascere quello che penso sia un vero sentimento, so che gli scogli per affrontare questo percorso sono molti, ma dopo avendo ascoltato la colonna sonora della mia storia d'amore vorrei che non finisse e che si aggiungessero delle bellissime canzoni che sigillino i momenti che dovranno ancora venire.
Questa notte chiuderò il primo volume del mio amore per aprire un nuovo volume dove il rancore e gli errori del passato non possano ostacolare l'inchiostro di una vita insieme.
Notte passato.
Penso che però tutti siamo come delle fenici che muoiono e rinascono dalle proprie ceneri, ogni volta che una storia d'amore bellissima naufraga, ecco, che lasciamo andare a picco la nave con tutti i suoi problemi e con tutti i suoi momenti bellissimi, non si cerca quasi mai di salvare una nave che ormai è in avaria e dentro di noi speriamo e sappiamo che costerebbe troppa fatica riparare quello che è rotto ... e ne creiamo una nuova.
Io ormai vivo su una nave che più che in avaria è come una zattera, piena di buchi e lo spago che teneva legati saldi i suoi tronchi si sta pian piano lacerando.... poi però mi soffermo su quei tronchi e osservandoli bene vedo anche i bellissimi momenti che mi ha fatto vivere.
Mi sono imbarcato e nel mio viaggio su quella che era all'inizio una bellissima e robusta nave, mi ha accompagnato una superba orchestra che lasciava impresso per ogni momento importante una bellissima colonna sonora, la musica del mio amore, la musica che ti trasporta nel passato e lascia che il cuore si apra e dimentichi tutto. Oggi ho riascoltato quella musica e mi sono detto dentro di me se non conviene navigare su una zattera e trasformarla piano piano in una bellissima nave?
Ecco che come una fenice ho deciso di rinascere e insieme a me far rinascere quello che penso sia un vero sentimento, so che gli scogli per affrontare questo percorso sono molti, ma dopo avendo ascoltato la colonna sonora della mia storia d'amore vorrei che non finisse e che si aggiungessero delle bellissime canzoni che sigillino i momenti che dovranno ancora venire.
Questa notte chiuderò il primo volume del mio amore per aprire un nuovo volume dove il rancore e gli errori del passato non possano ostacolare l'inchiostro di una vita insieme.
Notte passato.
giovedì 26 luglio 2012
Le notti passano con l'eleganza di un foglio che scorre via dal calendario, i miei pensieri vengono solleticati dalla dolcezza di una merendina, seduto su un divano il mio corpo lo scambia per un trono dove tutto li è permesso osservo lo schermo della televisione proiettare immagini disconnesse di un film che nemmeno seguo. Sento di aver bisogno di te .. di aver bisogno dei tuoi baci, delle tue carezze, di mangiare insieme dallo stesso barattolo il gelato, fa caldo e nemmeno l'area di un ventilatore può riuscire a rinfrescare il sudore del mio corpo.
Una delle tante notti che scorrono, e cerco le tue parole, quelle parole che non hai ancora detto... il cuore ha una memoria e quando impara ad amare non se lo scorda più !
Mi sento solo anche se non sono solo, so di averti accanto, so che ci sei ... ma il mio cuore non riesce ad udire i tuoi sentimenti, vago alla ricerca di una spinta, quella spinta che mi faccia saltare il muro che tiene nel recinto la mia rabbia e delusione, passare sopra e trovarmi davanti la strada che mi accompagnerà verso la felicità.
Per adesso posso solo sperare nella notte che con la sua coperta di oscurità possa farmi sentire protetto !
Una delle tante notti che scorrono, e cerco le tue parole, quelle parole che non hai ancora detto... il cuore ha una memoria e quando impara ad amare non se lo scorda più !
Mi sento solo anche se non sono solo, so di averti accanto, so che ci sei ... ma il mio cuore non riesce ad udire i tuoi sentimenti, vago alla ricerca di una spinta, quella spinta che mi faccia saltare il muro che tiene nel recinto la mia rabbia e delusione, passare sopra e trovarmi davanti la strada che mi accompagnerà verso la felicità.
Per adesso posso solo sperare nella notte che con la sua coperta di oscurità possa farmi sentire protetto !
sabato 21 luglio 2012
Ci sono persone che sentono che fuori, nel mondo, esiste la metà che li completa, quella metà che solo guardandosi sigillerebbe i loro cuori nell'eternità. Ed ecco che si svegliano la mattina e il loro pensiero è rivolto all'ignoto, a quella figura che immaginano accanto a loro riflessa nello specchio mentre si lavano i denti, oppure, seduta davanti al tavolo della cucina che mangia i cereali senza parlare, osservandola con quello sguardo che ti fa sentire felice e amata.
Scendono di casa, e nella loro mente c'è già la fotografia di come deve essere, biondo, moro, castano, occhi verde, nocciola o azzurri, alto, basso e così via... poi sanno benissimo che quella foto non coinciderà mai con la persona che veramente li completa nell'intimità ma è solo lo stereotipo che la mente pensa come sia la persona giusta.
Vaghi nella città, tra le vie cercandola e ti accorgi che nessuno poi rispecchia quella fotografia mentale che hai, vorresti che come nel migliore dei romanzi d'amore si scontrasse tra i tuoi piedi una persona in bicicletta e alzando lo sguardo scoprissi che è proprio lei quella giusta, oppure, che aspettando la metropolitana in attesa che le porte si aprono e i passeggeri scendano, in quel frangente di tempo attraverso i vetri ecco che la vedi e ti sorride.
Ma poi le giornate passano e ogni volta che rientri in casa nulla di questo è successo, diciamo che non perdi mai la speranza, ma come i petali di una rosa che sboccia sai benissimo che il tempo non gioca a tuo favore e presto verrà il momento che la delusione vincerà e lascerà il tempo alla rassegnazione di una ricerca fallita.
Poi un giorno aprendo la porta di casa, pronto per uscire con la fretta delle lancette di un orologio, ecco che dal pianerottolo accanto si apre la porta ed escono due occhi che non sapevi nemmeno esistessero, un ombra che prende colore e un sorriso che ti rallenta la cosa nella quotidianità. Basta la sua voce che ti dia il buongiorno per farti sussultare il cuore in gola e dimenticare quello che dovevi fare e dove stavi andando, le tue gambe si paralizzano, come se volessero comunicarti che scappare è inutile ormai la scintilla è stata esplosa.
Trovi il coraggio nei giorni successivi per far accadere mille imprevisti che ti possano far suonare il campanello di quella porta che mesi prima cercavi in mezzo ad una città e che l'ironia a voluto fosse sullo stesso pianerottolo, ti arrovelli il cervello per trovare una scusa, aspetti la mattina attaccato alla porta con l'orecchio pronto al minimo rumore di chiavistello per uscire e ripetere quella bellissima esperienza che hai provato, convinto che se accadesse di nuovo dovrai essere più coraggioso e improntare almeno una conversazione. Ed ecco che nuovamente il destino si fa beffa delle tue congetture, suona la porta con un bussare delicato ma robusto, e alla sua apertura di nuovo quella persona è lì davanti a te con il sorriso timido di chi è pronto a dire un complimento imbarazzante, un attimo di silenzio e imbarazzo e poi ecco che il coraggio di chiedere un futile piacere si rivela l'incontro della vita. A distanza di anni ancora ogni mattina mi fermo ad osservare lo specchio del bagno alla mattina, ma questa volta non immagino niente, questa volta i miei occhi vedono realmente la mia dolce metà accanto a me, sono invecchiato, le rughe che non vedevo adesso vagano copiose sulla mia fronte, e anche le sue non tendono a lasciare il tempo che trascorre, osservo le nostre mani muoversi e noto come il vento degli anni le abbia trasformate, scavate, scurite, noto con un tremore che abbiamo ancora però quell'anello al dito, brillante e lucido come la prima volta che me lo ha infilato davanti a tutti i miei amici e genitori.
Adesso ho compreso che l'amore non si deve cercare, visto che nessuno di noi sa come sia, come ci stupirà o come possa conquistare il nostro cuore, ma sono cosciente che bisogna saper tenere il cuore aperto in qualsiasi occasione e non arrendersi e ne accontentarsi mai, poi la strada è semplice, il tempo fa la sua parte e fa affrontare tutto con la forza di due persone e non da solo.
Scendono di casa, e nella loro mente c'è già la fotografia di come deve essere, biondo, moro, castano, occhi verde, nocciola o azzurri, alto, basso e così via... poi sanno benissimo che quella foto non coinciderà mai con la persona che veramente li completa nell'intimità ma è solo lo stereotipo che la mente pensa come sia la persona giusta.
Vaghi nella città, tra le vie cercandola e ti accorgi che nessuno poi rispecchia quella fotografia mentale che hai, vorresti che come nel migliore dei romanzi d'amore si scontrasse tra i tuoi piedi una persona in bicicletta e alzando lo sguardo scoprissi che è proprio lei quella giusta, oppure, che aspettando la metropolitana in attesa che le porte si aprono e i passeggeri scendano, in quel frangente di tempo attraverso i vetri ecco che la vedi e ti sorride.
Ma poi le giornate passano e ogni volta che rientri in casa nulla di questo è successo, diciamo che non perdi mai la speranza, ma come i petali di una rosa che sboccia sai benissimo che il tempo non gioca a tuo favore e presto verrà il momento che la delusione vincerà e lascerà il tempo alla rassegnazione di una ricerca fallita.
Poi un giorno aprendo la porta di casa, pronto per uscire con la fretta delle lancette di un orologio, ecco che dal pianerottolo accanto si apre la porta ed escono due occhi che non sapevi nemmeno esistessero, un ombra che prende colore e un sorriso che ti rallenta la cosa nella quotidianità. Basta la sua voce che ti dia il buongiorno per farti sussultare il cuore in gola e dimenticare quello che dovevi fare e dove stavi andando, le tue gambe si paralizzano, come se volessero comunicarti che scappare è inutile ormai la scintilla è stata esplosa.
Trovi il coraggio nei giorni successivi per far accadere mille imprevisti che ti possano far suonare il campanello di quella porta che mesi prima cercavi in mezzo ad una città e che l'ironia a voluto fosse sullo stesso pianerottolo, ti arrovelli il cervello per trovare una scusa, aspetti la mattina attaccato alla porta con l'orecchio pronto al minimo rumore di chiavistello per uscire e ripetere quella bellissima esperienza che hai provato, convinto che se accadesse di nuovo dovrai essere più coraggioso e improntare almeno una conversazione. Ed ecco che nuovamente il destino si fa beffa delle tue congetture, suona la porta con un bussare delicato ma robusto, e alla sua apertura di nuovo quella persona è lì davanti a te con il sorriso timido di chi è pronto a dire un complimento imbarazzante, un attimo di silenzio e imbarazzo e poi ecco che il coraggio di chiedere un futile piacere si rivela l'incontro della vita. A distanza di anni ancora ogni mattina mi fermo ad osservare lo specchio del bagno alla mattina, ma questa volta non immagino niente, questa volta i miei occhi vedono realmente la mia dolce metà accanto a me, sono invecchiato, le rughe che non vedevo adesso vagano copiose sulla mia fronte, e anche le sue non tendono a lasciare il tempo che trascorre, osservo le nostre mani muoversi e noto come il vento degli anni le abbia trasformate, scavate, scurite, noto con un tremore che abbiamo ancora però quell'anello al dito, brillante e lucido come la prima volta che me lo ha infilato davanti a tutti i miei amici e genitori.
Adesso ho compreso che l'amore non si deve cercare, visto che nessuno di noi sa come sia, come ci stupirà o come possa conquistare il nostro cuore, ma sono cosciente che bisogna saper tenere il cuore aperto in qualsiasi occasione e non arrendersi e ne accontentarsi mai, poi la strada è semplice, il tempo fa la sua parte e fa affrontare tutto con la forza di due persone e non da solo.
giovedì 19 luglio 2012
Osservi lo schermo della tv e vedi scorrere il tuo film più bello, quel film che rispecchia i tuoi sogni, quel film che ti fa sperare e sognare che quelle cose possano accadere anche a te.
Ascolti quelle parole, e vorresti che nella vita reale una persona te le dicesse, sotto la porta di casa con la pioggia che bagna il tuo volto, seduti su una panchina la notte in un parco abbracciati insieme alla luna oppure davanti alla candela accesa di un ristorante vuoto.
Ci si illude, ma certe cose possiamo farle accadere, possiamo creare dentro di noi i nostri film e realizzarli insieme alla persona che amiamo.
Passa il tempo e ci convinciamo che questa volta, lui è e sarà l'unico ragazzo che vorrai avere al tuo fianco, gli unici occhi che vedrai aprirsi la mattina e darti il buongiorno, l'uniche labbra che bacerai prima di andare tra le braccia dei sogni. Senti di non aver bisogno di nient'altro che di lui per passare la vita tra le difficoltà, le gioie e i problemi, il lavoro, e i piccoli imprevisti quotidiani.... capisci che i litigi servono solo a rinforzare quel rapporto e sai benissimo che certe volte siamo noi a volerli fare per sentirci vivi, come dei bambini dispettosi cerchiamo di punzecchiarci a vicenda per poi fare pace.
Un giorno tutto questo crolla... la fiducia viene tradita e le parole di rispetto che ci siamo detti per anni vengono portate via dal vento del tradimento, lui da la colpa alla noia di stare solo a casa, alla noia .... e di cercare quelle emozioni facili che in questo periodo basta accedere ad internet o avere un telefonino con le mille applicazioni per avere. Un vortice di lussuria e di desiderio di scoperta lo invade rendendo il passato un libro polveroso su una mensola del cuore, compie quelle azioni solo per un piacere fisico che danneggia la mente ed il cuore, non riconosce il vero dal falso, il sentimento dal desiderio ... e distrugge tutto per poi affogare nel mare delle lacrime quando si accorge di tutto quello che ha fatto.
Riaprire la porta nuovamente a lui è come riaprire una porta e trovare uno sconosciuto, con lo stesso corpo della persona che hai amato, ma al suo interno nulla è identico... senti il freddo nel suo cuore e nel tuo non sai quello che devi provare.
Mi chiudo in me stesso alla ricerca della risposta... della decisione da prendere .. mentre scrivo vedo la traccia bianca dell'anello che portavo .. e mi chiedo se mai svanirà ... e se accadesse potrà svanire anche il dolore che porto dentro il cuore e il rancore che ho verso di lui ?
Il tempo aiuta a chiarire i pensieri, spero solo che i pensieri possano aspettare il tempo.
Ascolti quelle parole, e vorresti che nella vita reale una persona te le dicesse, sotto la porta di casa con la pioggia che bagna il tuo volto, seduti su una panchina la notte in un parco abbracciati insieme alla luna oppure davanti alla candela accesa di un ristorante vuoto.
Ci si illude, ma certe cose possiamo farle accadere, possiamo creare dentro di noi i nostri film e realizzarli insieme alla persona che amiamo.
Passa il tempo e ci convinciamo che questa volta, lui è e sarà l'unico ragazzo che vorrai avere al tuo fianco, gli unici occhi che vedrai aprirsi la mattina e darti il buongiorno, l'uniche labbra che bacerai prima di andare tra le braccia dei sogni. Senti di non aver bisogno di nient'altro che di lui per passare la vita tra le difficoltà, le gioie e i problemi, il lavoro, e i piccoli imprevisti quotidiani.... capisci che i litigi servono solo a rinforzare quel rapporto e sai benissimo che certe volte siamo noi a volerli fare per sentirci vivi, come dei bambini dispettosi cerchiamo di punzecchiarci a vicenda per poi fare pace.
Un giorno tutto questo crolla... la fiducia viene tradita e le parole di rispetto che ci siamo detti per anni vengono portate via dal vento del tradimento, lui da la colpa alla noia di stare solo a casa, alla noia .... e di cercare quelle emozioni facili che in questo periodo basta accedere ad internet o avere un telefonino con le mille applicazioni per avere. Un vortice di lussuria e di desiderio di scoperta lo invade rendendo il passato un libro polveroso su una mensola del cuore, compie quelle azioni solo per un piacere fisico che danneggia la mente ed il cuore, non riconosce il vero dal falso, il sentimento dal desiderio ... e distrugge tutto per poi affogare nel mare delle lacrime quando si accorge di tutto quello che ha fatto.
Riaprire la porta nuovamente a lui è come riaprire una porta e trovare uno sconosciuto, con lo stesso corpo della persona che hai amato, ma al suo interno nulla è identico... senti il freddo nel suo cuore e nel tuo non sai quello che devi provare.
Mi chiudo in me stesso alla ricerca della risposta... della decisione da prendere .. mentre scrivo vedo la traccia bianca dell'anello che portavo .. e mi chiedo se mai svanirà ... e se accadesse potrà svanire anche il dolore che porto dentro il cuore e il rancore che ho verso di lui ?
Il tempo aiuta a chiarire i pensieri, spero solo che i pensieri possano aspettare il tempo.
sabato 19 maggio 2012
Le porte si aprono, si aggiunge un posto a tavola, si fa entrare nella nostra vita un amico, un semplice amico non uno di quelli che ci conosce da quando siamo nati, o conosce le nostre paure le nostre ansie, ma ugualmente si merita di essere chiamato AMICO.
Si accetta di dividere anche se per poco tempo la nostra privacy, di liberare due cassetti per i suoi vestiti, con gioia e felicità si condividono serate distese ed emozionanti davanti ad un film, si ascolta ... si, si ascolta quello che lui ci racconta, e iniziamo a memorizzarlo nelle pagine del nostro piccolo diario di vita. Piano piano, ci sembra che il tempo si ingigantisca, e noi lo conosciamo sempre più, iniziamo a parlare di noi e lui ascolta, analizza, consiglia... ci si abbraccia e si commuove insieme.
Nascono quelle attenzioni uno verso l'altro, da piccoli gesti come trovare nel frigo la tua bevanda preferita o la cena che si dovrà cucinare in serata, e li apprezzi di aver aperto quella porta, apprezzi che i tuoi occhi abbiano piano piano conosciuto il suo piccolo mondo, non cerchi di cambiarlo ne di consigliare niente, lo ascolti e lui ti ascolta.
L'amicizia è una delle cose che non ci fa sentire soli, che ci culla nelle difficoltà della vita e spesso proprio nei momenti peggiori ci supporta facendoci parlare, sfogare e piangere, certe volte come un indicazione ci dirige verso quella strada che non sapremo prendere .... certe volte invece ci fa colorare una tela della fantasia con sogni e immaginazione ... una grande casa con tutti noi .. tutti amici ... tutti sereni e felici con le realizzazioni di una vita. E certe volte ci fa piangere ... ci fa male quando un amico ci saluta con il suo zaino con dentro i cassetti che avevamo donato, tristi di quel vuoto che ha lasciato, della sveglia alla mattina e delle magliette che erano stese dopo la lavatrice, manca ... e manca anche a lui quella porta che si era aperta e resterà sempre aperta... Il bello di essere amici è sapere ascoltare e saper tornare anche quando non ce né bisogno ... saper condividere il dolore e le gioie, saper passare il tempo in silenzio davanti ad un film e condividere le stesse emozioni ...
Mi Manchi Amico Mio ...
Si accetta di dividere anche se per poco tempo la nostra privacy, di liberare due cassetti per i suoi vestiti, con gioia e felicità si condividono serate distese ed emozionanti davanti ad un film, si ascolta ... si, si ascolta quello che lui ci racconta, e iniziamo a memorizzarlo nelle pagine del nostro piccolo diario di vita. Piano piano, ci sembra che il tempo si ingigantisca, e noi lo conosciamo sempre più, iniziamo a parlare di noi e lui ascolta, analizza, consiglia... ci si abbraccia e si commuove insieme.
Nascono quelle attenzioni uno verso l'altro, da piccoli gesti come trovare nel frigo la tua bevanda preferita o la cena che si dovrà cucinare in serata, e li apprezzi di aver aperto quella porta, apprezzi che i tuoi occhi abbiano piano piano conosciuto il suo piccolo mondo, non cerchi di cambiarlo ne di consigliare niente, lo ascolti e lui ti ascolta.
L'amicizia è una delle cose che non ci fa sentire soli, che ci culla nelle difficoltà della vita e spesso proprio nei momenti peggiori ci supporta facendoci parlare, sfogare e piangere, certe volte come un indicazione ci dirige verso quella strada che non sapremo prendere .... certe volte invece ci fa colorare una tela della fantasia con sogni e immaginazione ... una grande casa con tutti noi .. tutti amici ... tutti sereni e felici con le realizzazioni di una vita. E certe volte ci fa piangere ... ci fa male quando un amico ci saluta con il suo zaino con dentro i cassetti che avevamo donato, tristi di quel vuoto che ha lasciato, della sveglia alla mattina e delle magliette che erano stese dopo la lavatrice, manca ... e manca anche a lui quella porta che si era aperta e resterà sempre aperta... Il bello di essere amici è sapere ascoltare e saper tornare anche quando non ce né bisogno ... saper condividere il dolore e le gioie, saper passare il tempo in silenzio davanti ad un film e condividere le stesse emozioni ...
Mi Manchi Amico Mio ...
giovedì 3 maggio 2012
Seguo fiocchi di polline nell'area che danzano come un gruppo di ballerini classici sopra un palcoscenico davanti a spettatori con occhi bendati.
Tutto scorre davanti a me, tutto scorre veloce e rapido e io all'interno del vortice della vita, corro per non arrivare da nessuna parte, respiro per non affogare nelle solite banalità, i numeri dell'orologio si scagliano addosso lasciano ferite invisibili che mi fanno vedere quanto il tempo passa e io sia sempre fermo ad aspettare quello che non conosco.
Il mio cuore piange ma sono i miei occhi a bagnarsi, soffro di una cosa che non conosco, mi chiudo in me stesso cercando risposte che sò di non voler vedere e ascoltare.
Insomma anche oggi vivo se così si può descrivere....
Tutto scorre davanti a me, tutto scorre veloce e rapido e io all'interno del vortice della vita, corro per non arrivare da nessuna parte, respiro per non affogare nelle solite banalità, i numeri dell'orologio si scagliano addosso lasciano ferite invisibili che mi fanno vedere quanto il tempo passa e io sia sempre fermo ad aspettare quello che non conosco.
Il mio cuore piange ma sono i miei occhi a bagnarsi, soffro di una cosa che non conosco, mi chiudo in me stesso cercando risposte che sò di non voler vedere e ascoltare.
Insomma anche oggi vivo se così si può descrivere....
domenica 15 aprile 2012
I miei occhi che osservano la pioggia, una pioggia incessante, il cielo scuso... dalla finestra scendono gocce veloci portate dal vento ...
Nella mia mente... pensieri.. troppi pensieri ... li osservo con gli occhi interni e capisco che non sono pensieri ma speranze... speranze per il mio futuro.
Vorrei delle certezze, quelle certezze che ti possono permettere di creare e di dedicare un pò di tempo alla persone che vuoi bene, in questi giorni quello che doveva andare non è andato e quello che pensavo non si è realizzato.
Sono triste, triste perché devo fare delle scelte, quelle scelte che spesso non sai dove ti porteranno perché non mi è concesso conoscere il futuro, molti la chiamano vita .. io la chiamo tortura.
Certi mi desiderano ma non si possono permettere di avermi, e con molta tristezza sanno che prima o poi dovrò andarmene, qualcuno che non conosco ancora spera di conoscermi e che mi possa avere, ma io non so se sono pronto per lui.
Mi sembra di navigare in un oceano con una zattera senza vela, perso, smarrito... alla ricerca di una stabilità che mi possa permettere di coltivare la mia collina di emozioni e avventure, qualcuno prima o poi sicuramente me lo permetterà... ma quando?
Suona il telefono, numeri che non conosco, prendo impegni per colloqui che poi so già dentro di me non voler fare, ma sono almeno obbligato ad ascoltare quello che mi vorranno dire.
Forse sono io che non permetto a me stesso di fare quei sacrifici difficili e duri che tutti noi facciamo per lavorare, ma ho la tremenda paura di perdere tutto e dedicare solo la mia vita ad un lavoro intenso che mi farà perdere tutto quello che amo.
Sono indeciso, e penso che l'indecisione sia come un cavatappi che scava pian piano dentro un tappo di una bottiglia, prima o poi la sua corsa finisce, e siamo obbligati a tirare su, stappando quella bottiglia e incominciare a bere la vita che abbiamo iniziato.
Speriamo bene.
Nella mia mente... pensieri.. troppi pensieri ... li osservo con gli occhi interni e capisco che non sono pensieri ma speranze... speranze per il mio futuro.
Vorrei delle certezze, quelle certezze che ti possono permettere di creare e di dedicare un pò di tempo alla persone che vuoi bene, in questi giorni quello che doveva andare non è andato e quello che pensavo non si è realizzato.
Sono triste, triste perché devo fare delle scelte, quelle scelte che spesso non sai dove ti porteranno perché non mi è concesso conoscere il futuro, molti la chiamano vita .. io la chiamo tortura.
Certi mi desiderano ma non si possono permettere di avermi, e con molta tristezza sanno che prima o poi dovrò andarmene, qualcuno che non conosco ancora spera di conoscermi e che mi possa avere, ma io non so se sono pronto per lui.
Mi sembra di navigare in un oceano con una zattera senza vela, perso, smarrito... alla ricerca di una stabilità che mi possa permettere di coltivare la mia collina di emozioni e avventure, qualcuno prima o poi sicuramente me lo permetterà... ma quando?
Suona il telefono, numeri che non conosco, prendo impegni per colloqui che poi so già dentro di me non voler fare, ma sono almeno obbligato ad ascoltare quello che mi vorranno dire.
Forse sono io che non permetto a me stesso di fare quei sacrifici difficili e duri che tutti noi facciamo per lavorare, ma ho la tremenda paura di perdere tutto e dedicare solo la mia vita ad un lavoro intenso che mi farà perdere tutto quello che amo.
Sono indeciso, e penso che l'indecisione sia come un cavatappi che scava pian piano dentro un tappo di una bottiglia, prima o poi la sua corsa finisce, e siamo obbligati a tirare su, stappando quella bottiglia e incominciare a bere la vita che abbiamo iniziato.
Speriamo bene.
giovedì 5 aprile 2012
Un giorno da ricordare
Era una notte di aprile, fuori le stelle cullavano la città e un vento freddo faceva respirare un area di serenità.... ecco che all'improvviso tutto si ferma. Le vite delle persone si fermano, gli occhi del mondo intero si fermano, si fermano inorriditi di quello che i giornali e le televisioni come avvoltoi trasmettono in tv, quella città è distrutta! Distrutta da un terremoto, da un avvenimento che nessuno prevede e che nessuno può scappare, si, perché un terremoto non distrugge solo le case, le scuole o gli ospedali, non spezza solo le vite di giovani studenti ma spacca il cuore e la mente per sempre delle persone che lo hanno vissuto.
Scappare, ma dove?... Nascondersi o reagire .... piangere, disperarsi ... nulla serve se non alzare lo sguardo al cielo e sperare che passi.
Pochi minuti eterni, polvere e rumori agghiaccianti che ti circondano ... nulla è ormai certo dentro di te, ti preoccupi per i tuoi cari, per gli amici che vivono accanto a te, non vedi più il contorno definito delle case intorno a te ... una sola parola risuona nella tua mente AIUTO !
Ed ecco che da tutta l'italia quella parola si trasmette come un vento di tempesta, avvolgendo una nazione di umanità e altruismo, milioni di luci lampeggianti formano colonne dirette verso di te, milioni di persone prendono una borsa con pochi vestiti e sono pronti a darti quella spalla per piangere, l'Italia si unisce al tuo dolore, sa di potertene sottrarre solo un pezzetto, ma vendendo tutto questo tu puoi alzare gli occhi pieni di lacrime e riaffrontare la vita.
Io c'ero, tutti c'erano, ancora vedo gli occhi e i sorrisi di persone, che senza parlare ringraziano ognuno di noi di aver dedicato un attimo della propria vita per aiutare chi è in difficoltà.
Affrontare una tragedia come quella mi ha fatto aprire il cuore, ed ospitarne dentro, sia il dolore di ogni persona, ma anche una famiglia intera, fatta di persone bellissime piene di volontà, piene di sogni che piano piano prenderanno a rivolare.
Non dimenticare è importante, solo per il fatto che facendolo non si permette a queste persone di poter dire che uniti tutto si affronta e tutto va avanti.
Era una notte di aprile, fuori le stelle cullavano la città e un vento freddo faceva respirare un area di serenità.... ecco che all'improvviso tutto si ferma. Le vite delle persone si fermano, gli occhi del mondo intero si fermano, si fermano inorriditi di quello che i giornali e le televisioni come avvoltoi trasmettono in tv, quella città è distrutta! Distrutta da un terremoto, da un avvenimento che nessuno prevede e che nessuno può scappare, si, perché un terremoto non distrugge solo le case, le scuole o gli ospedali, non spezza solo le vite di giovani studenti ma spacca il cuore e la mente per sempre delle persone che lo hanno vissuto.
Scappare, ma dove?... Nascondersi o reagire .... piangere, disperarsi ... nulla serve se non alzare lo sguardo al cielo e sperare che passi.
Pochi minuti eterni, polvere e rumori agghiaccianti che ti circondano ... nulla è ormai certo dentro di te, ti preoccupi per i tuoi cari, per gli amici che vivono accanto a te, non vedi più il contorno definito delle case intorno a te ... una sola parola risuona nella tua mente AIUTO !
Ed ecco che da tutta l'italia quella parola si trasmette come un vento di tempesta, avvolgendo una nazione di umanità e altruismo, milioni di luci lampeggianti formano colonne dirette verso di te, milioni di persone prendono una borsa con pochi vestiti e sono pronti a darti quella spalla per piangere, l'Italia si unisce al tuo dolore, sa di potertene sottrarre solo un pezzetto, ma vendendo tutto questo tu puoi alzare gli occhi pieni di lacrime e riaffrontare la vita.
Io c'ero, tutti c'erano, ancora vedo gli occhi e i sorrisi di persone, che senza parlare ringraziano ognuno di noi di aver dedicato un attimo della propria vita per aiutare chi è in difficoltà.
Affrontare una tragedia come quella mi ha fatto aprire il cuore, ed ospitarne dentro, sia il dolore di ogni persona, ma anche una famiglia intera, fatta di persone bellissime piene di volontà, piene di sogni che piano piano prenderanno a rivolare.
Non dimenticare è importante, solo per il fatto che facendolo non si permette a queste persone di poter dire che uniti tutto si affronta e tutto va avanti.
martedì 3 aprile 2012
Milioni di persone si conoscono durante
la propria vita, persone interessanti, persone di passaggio che lasciano un
qualcosa e poi se ne vanno, persone che si osservano anche per un solo momento
e poi non si rivedranno più…
Volti e corpi che influenzano il nostro
andamento di vita, con gesti o pensieri, nessun essere umano riesce a non avere
almeno una volta in vita sua un contatto con altre persone, come piccoli
esploratori veniamo sempre messi alla prova con nuove scoperte.
Ecco che nella cima della nostra montagna
scopriamo te…. dalla risata dirompente e dal sorriso contagioso.
Un diamante grezzo senza valore
apparente che pian piano si sta lavorando facendo apparire le migliaia di
sfaccettature bellissime che possiede, un fiore nascosto in una grandissima
valle apparentemente insignificante, ma quando il sole nasce e lo illumina è
uno dei pochi che splende alza la testa e ne cattura ogni minimo raggio.
Sai splendere in ogni occasione,
regalandoci un momento magico tra realtà e fantasia, sai farci catapultare nel
surreale con le tue idee e con i tuoi pensieri, fantastica compagna di amicizia
e avventure.
Sappi che accanto a noi ci sarà sempre
una sedia ad aspettarti, un piatto su cui mangiare e un letto che ti farà
sognare, non siamo solo amici, ma una corda a tre fili,resistente che può
trattenere pensieri e situazioni difficili aiutandoti a non cadere giù.
domenica 1 aprile 2012
La Notte in Città
Vorrei essere un fantasma invisibile che fluttua dentro una grande città, trasparente in modo che nessuno mi possa vedere, vorrei osservare quello che accade quando la notte scende dolcemente in una grande città, come un sipario che cala con l'ultima scena di uno spettacolo.
Ecco che le saracinesche iniziano a chiudersi, come un treno che passa sui binari a bassa velocità si sente il ticchettio della chiusura quasi contemporaneamente di tutte le porte dei negozi del corso... inizia ad affollarsi di commessi e proprietari che velocemente si recano verso la fermata della metropolitana, scomparendo dentro una scalinata sotterranea come se fosse l'entrata di una macchina per il teletrasporto che li materializzerà direttamente dentro le loro case....
Flutto tra piccole viuzze strette ... piazze vuote .... e incomincio a vedere accendersi i lampioncini automatizzati, riesco a sentire un velo di malinconia che li avvolge, nessuno di loro è il primo e nessuno è l'ultimo, la loro malinconia è nel passato, quando un uomo piccolo, curvo agitando un bastone lunghissimo con una fiammella li accendeva uno ad uno girando per la città, e loro nella notte si potevano vantarsi di chi era stato il primo e chi era l'ultimo.
Noto in lontananza una donna senza suo marito, la osservo meglio, e mi accorgo che è solo un travestito che si cinge con passo lento quasi rassegnato ad andare nel suo maledetto posto di lavoro, nessuno sguardo nemmeno quando incrocia due uomini scintillanti come lucciole che svuotano i cestini colmi di cartacce.... ecco che da un angolo appare un anziano, vestito pesantemente con sotto il braccio un grande cartone giallo, so benissimo che quell'uomo è un barbone e che cerca l'angolo più caldo di un palazzo per passare la notte, e che il suo cartone è per lui l'unica sicurezza di casa che potrà avere...
Ormai la città dorme, curiosamente sbircio dal basso le finestre accese, ammirando soffitti e lampadari, immaginandomi chi li abita e quello che staranno facendo... arriva un vento debole ma freddo, non si sentano rumori....tra poche ore la città si risveglierà e tutto questo scomparirà.
Notte che tutto nascondi, sole che tutto illumini, cercate per una volta di non far sembrare che tutto questo abbia un inizio e una fine ... lasciate a noi il tempo di poterci fermare e poter ammirare come riuscite a far cambiare il volto della nostra città.
Vorrei essere un fantasma invisibile che fluttua dentro una grande città, trasparente in modo che nessuno mi possa vedere, vorrei osservare quello che accade quando la notte scende dolcemente in una grande città, come un sipario che cala con l'ultima scena di uno spettacolo.
Ecco che le saracinesche iniziano a chiudersi, come un treno che passa sui binari a bassa velocità si sente il ticchettio della chiusura quasi contemporaneamente di tutte le porte dei negozi del corso... inizia ad affollarsi di commessi e proprietari che velocemente si recano verso la fermata della metropolitana, scomparendo dentro una scalinata sotterranea come se fosse l'entrata di una macchina per il teletrasporto che li materializzerà direttamente dentro le loro case....
Flutto tra piccole viuzze strette ... piazze vuote .... e incomincio a vedere accendersi i lampioncini automatizzati, riesco a sentire un velo di malinconia che li avvolge, nessuno di loro è il primo e nessuno è l'ultimo, la loro malinconia è nel passato, quando un uomo piccolo, curvo agitando un bastone lunghissimo con una fiammella li accendeva uno ad uno girando per la città, e loro nella notte si potevano vantarsi di chi era stato il primo e chi era l'ultimo.
Noto in lontananza una donna senza suo marito, la osservo meglio, e mi accorgo che è solo un travestito che si cinge con passo lento quasi rassegnato ad andare nel suo maledetto posto di lavoro, nessuno sguardo nemmeno quando incrocia due uomini scintillanti come lucciole che svuotano i cestini colmi di cartacce.... ecco che da un angolo appare un anziano, vestito pesantemente con sotto il braccio un grande cartone giallo, so benissimo che quell'uomo è un barbone e che cerca l'angolo più caldo di un palazzo per passare la notte, e che il suo cartone è per lui l'unica sicurezza di casa che potrà avere...
Ormai la città dorme, curiosamente sbircio dal basso le finestre accese, ammirando soffitti e lampadari, immaginandomi chi li abita e quello che staranno facendo... arriva un vento debole ma freddo, non si sentano rumori....tra poche ore la città si risveglierà e tutto questo scomparirà.
Notte che tutto nascondi, sole che tutto illumini, cercate per una volta di non far sembrare che tutto questo abbia un inizio e una fine ... lasciate a noi il tempo di poterci fermare e poter ammirare come riuscite a far cambiare il volto della nostra città.
sabato 31 marzo 2012
Movimenti lenti .... come se il tempo avesse spostato la puntina di un vecchio giradischi e rallentato la sua melodia, Movimenti abituali fatti da mani che hanno conosciuto il duro lavoro e la fatica di vivere.... occhi che scrutano oltre quello che l'imminente può rivelare ...
Noi li chiamiamo anziani, vecchi, grandi ... ma loro sono il futuro di quello che dovremmo essere noi, si ... proprio loro ... quelli che sono nati senza la tecnologia di adesso, quelli che hanno conosciuto la povertà dopo una guerra e la ricchezza dilagante in seguito.
Loro che come un uragano hanno visto piombare nelle loro case e nella loro vita la plastica, i telefonini e il televisore... loro che adesso non vengono degnati di essere ascoltati da i mille racconti che custodiscono come tesori e vorrebbero condividere con la gioventù di adesso.
Uomini che quando siamo bambini non vediamo l'ora di stare vicino a loro, per essere viziati e sentire le fiabe della loro vita, ma quando cresciamo non interessa perdere il tempo con loro se non ci danno un beneficio materiale, loro, che secondo noi non sono degni di sedersi al nostro posto su una metropolitana. Tristi, soli, consapevoli che il loro tempo è finito e quegli insegnamenti che hanno ricevuto a loro volta verranno persi con la loro conoscenza, lasciando spazio ad una tecnologia che non ha morale ma solo consumismo.
Ascoltarli non significa solo accontentare la nostra sete di sapere, ma apprendere come vivere e sopravvivere con dignità in un pianeta che sta pian piano scomparendo lasciando spazio ad una tecnologia unitaria che ci fa credere sempre di più che possiamo vivere in una società con il minimo sforzo e coinvolgimento.
venerdì 30 marzo 2012
Ci si trova spesso a cercare nella nebbia della gelosia quello che non esiste, quello che non c'è, quello che non vorremmo trovare ma lo cerchiamo quasi maniacalmente.
Gelosi non ti un uomo o di una donna, ma gelosi di essere traditi di essere stati rimpiazzati anche se solo per un momento.... cerchi disperato qualsiasi indizio intorno a te, fantasticando su le ipotesi più surreali che ti passano nella mente... scavi dentro il suo computer come un archeologo trivella lo scavo per la ricerca che stravolgerà l'esistenza umana ... diventi sospettoso di nomi, cartellette, sotto cartelle ...... e via via incomincia a cedere colpo su colpo sconfitto dal nulla ... dalla normalità....
Penso che lui sia troppo intelligente e subdolo per lasciare in bella vista le prove dell'omicidio del vostro amore ... ma ancora nulla ... la rassegnazione incomincia a dilagare nel campo di battaglia che si è appena consumato.
Poi ecco che arriva il momento in cui parli con lui ... una sola frase, diretta come una freccia scoccata da il migliore degli arcieri: Mi stai tradendo ?
Il suo viso che esprime stupore e spavento .... non per essere vicini alla verità ma per averlo solo supposto, e poi con la calma della razionalità mi conforta, e per adesso la battaglia incessante di pochi minuti prima con il tradimento cessa, e lascia il tempo per una ritirata strategica... ma non è scontato che al primo segnale di pericolo non riparta un controattacco.
Mi chiedo se la gelosia non sia un mezzo concesso agli umani per dimostrare quanto una persona sia importante per noi e quanto temiamo di perderla, ma paradossalmente la gelosia è anche un mezzo concesso a chi ci vuole bene per allontanarsi, non si può aver paura di soffrire se si soffre costantemente ogni giorno alla ricerca di un tradimento.
Amare è difficile, tradire è ignobile, dubitare è umano .... ma fidarsi è creare la strada per un amore infinito.
Gelosi non ti un uomo o di una donna, ma gelosi di essere traditi di essere stati rimpiazzati anche se solo per un momento.... cerchi disperato qualsiasi indizio intorno a te, fantasticando su le ipotesi più surreali che ti passano nella mente... scavi dentro il suo computer come un archeologo trivella lo scavo per la ricerca che stravolgerà l'esistenza umana ... diventi sospettoso di nomi, cartellette, sotto cartelle ...... e via via incomincia a cedere colpo su colpo sconfitto dal nulla ... dalla normalità....
Penso che lui sia troppo intelligente e subdolo per lasciare in bella vista le prove dell'omicidio del vostro amore ... ma ancora nulla ... la rassegnazione incomincia a dilagare nel campo di battaglia che si è appena consumato.
Poi ecco che arriva il momento in cui parli con lui ... una sola frase, diretta come una freccia scoccata da il migliore degli arcieri: Mi stai tradendo ?
Il suo viso che esprime stupore e spavento .... non per essere vicini alla verità ma per averlo solo supposto, e poi con la calma della razionalità mi conforta, e per adesso la battaglia incessante di pochi minuti prima con il tradimento cessa, e lascia il tempo per una ritirata strategica... ma non è scontato che al primo segnale di pericolo non riparta un controattacco.
Mi chiedo se la gelosia non sia un mezzo concesso agli umani per dimostrare quanto una persona sia importante per noi e quanto temiamo di perderla, ma paradossalmente la gelosia è anche un mezzo concesso a chi ci vuole bene per allontanarsi, non si può aver paura di soffrire se si soffre costantemente ogni giorno alla ricerca di un tradimento.
Amare è difficile, tradire è ignobile, dubitare è umano .... ma fidarsi è creare la strada per un amore infinito.
giovedì 29 marzo 2012
La Fiducia
La fiducia è difficile da ottenere in un mondo che ferisce, tradisce il prossimo e lo illude.... non è come un cagnolino che si fida quando lo si adotta in un canile con quegli occhioni dolci che ti osservano e quella coda che non smette mai di agitarsi come una giostrina d'epoca, e poi, grazie alla tua fiducia lui ti sta vicino nei momenti difficili o nei momenti di divertimento incurante di tutte le avversità che la vita ti manifesta. Guardare un anziano in un letto di una casa di ricovero, e attraverso i suoi occhi notare la consapevolezza di una vita ormai arrivata alle ultime pagine, ma allo stesso modo costatare una fiducia cieca nei riguardi del suo operatore che lo accudisce.
La fiducia di un operaio nei confronti del suo datore di lavoro, che pur sapendo che la sua azienda non naviga più nei mari delle opportunità continua a pagare il salario per garantire quel patto stretto con gli anni di fiducia tra di loro senza contratti o sindacati.
Non esiste più la fiducia incondizionata sulla parola di un essere umano, quel cavalierismo che in epoca ha contribuito ad alleanze e benestare di una società... adesso tutto ha un vento di dubbi, di opportunismo .... gli amici si tradiscono ... le coppe perdono la fiducia con sotterfugi e tradimenti ... persino noi stessi in certi casi perdiamo la fiducia su di noi ....
Dobbiamo riflettere su quanta fiducia vorremmo per noi stessi e quanta invece ne diamo noi agli altri ....
La fiducia è difficile da ottenere in un mondo che ferisce, tradisce il prossimo e lo illude.... non è come un cagnolino che si fida quando lo si adotta in un canile con quegli occhioni dolci che ti osservano e quella coda che non smette mai di agitarsi come una giostrina d'epoca, e poi, grazie alla tua fiducia lui ti sta vicino nei momenti difficili o nei momenti di divertimento incurante di tutte le avversità che la vita ti manifesta. Guardare un anziano in un letto di una casa di ricovero, e attraverso i suoi occhi notare la consapevolezza di una vita ormai arrivata alle ultime pagine, ma allo stesso modo costatare una fiducia cieca nei riguardi del suo operatore che lo accudisce.
La fiducia di un operaio nei confronti del suo datore di lavoro, che pur sapendo che la sua azienda non naviga più nei mari delle opportunità continua a pagare il salario per garantire quel patto stretto con gli anni di fiducia tra di loro senza contratti o sindacati.
Non esiste più la fiducia incondizionata sulla parola di un essere umano, quel cavalierismo che in epoca ha contribuito ad alleanze e benestare di una società... adesso tutto ha un vento di dubbi, di opportunismo .... gli amici si tradiscono ... le coppe perdono la fiducia con sotterfugi e tradimenti ... persino noi stessi in certi casi perdiamo la fiducia su di noi ....
Dobbiamo riflettere su quanta fiducia vorremmo per noi stessi e quanta invece ne diamo noi agli altri ....
Vivere alla ricerca della passione che hai..... un cantante al buio di un palcoscenico aspetta la luce che lo avvolgerà per iniziare con la sua voce un celestiale un canto melodico che farà sciogliere i cuori e le lacrime degli spettatori accorsi lì per sentirlo. Una ballerina cambia i lacci delle sue scarpette rosa, pensando dentro di se della perfezione di eleganza che dovrà compiere volteggiando come se fosse trasportata da un vento leggero... Un pompiere controlla la sua attrezzatura con la speranza di non doverla mai usare, attendendo che le la lancetta delle ore di quel grande orologio arrivi presto a segnare la fine della sua giornata di lavoro ..... Un anziano tende la mano al suo nipotino raccontandoli di come era lui alla sua età, lo stringe forte per farli sentire quella sicurezza che gli era stata negata per dare spazio ad una precoce maturità.
Un medico che piange in un bagno dell'ospedale per la perdita di un suo paziente, si nasconde per paura di far vedere la sua umanità... un postino sotto una tenda di pioggia consegna la lettera di un figlio in guerra alla madre dolorante per aver acconsentito la sua partenza....
Metti l'impegno, il dovere in tutto quello che stai facendo, perché se è fatto con il cuore può darti solo un sentimento di umanità che la vita frenetica ti sta togliendo sempre più.
Ammetti a te stesso che spesso non fai quello che dovresti fare solo per il fatto che ti piace farlo, e non pensi che quello che stai facendo sia importante per chi lo sta ricevendo.
Un medico che piange in un bagno dell'ospedale per la perdita di un suo paziente, si nasconde per paura di far vedere la sua umanità... un postino sotto una tenda di pioggia consegna la lettera di un figlio in guerra alla madre dolorante per aver acconsentito la sua partenza....
Metti l'impegno, il dovere in tutto quello che stai facendo, perché se è fatto con il cuore può darti solo un sentimento di umanità che la vita frenetica ti sta togliendo sempre più.
Ammetti a te stesso che spesso non fai quello che dovresti fare solo per il fatto che ti piace farlo, e non pensi che quello che stai facendo sia importante per chi lo sta ricevendo.
mercoledì 28 marzo 2012
Ho scoperto come fermare il tempo! Mi fermo e ti penso, ma non con la mente, ma con il cuore... gli occhi mi si chiudono, il cuore inizia a battere lentamente e mi appare un palcoscenico vuoto... dallo sfondo appaiano come farfalle posate su un fiore le nostre avventure, i nostri momenti... Posso vedere i tuoi occhi verdi che mi osservano, cercando di scrutare il mio pensiero o le mie preoccupazioni, le bellissime storie raccontate nei paesaggi che amiamo di più, il nostro mondo fatto di leggerezza e umorismo... poi scompare tutto... Ecco che appare un celo grigio, le nuvole minacciose si fanno vicine cariche di pioggia... tu che mi indichi di tornare a casa e io con lo sguardo rivolto verso di te mi allontano piano piano su per una salita ... il vento soffia sempre più forte, piccole gocce di pioggia bagnano il mio volto mischiandosi alle lacrime, mi sto accorgendo che mi stai lasciando.
Mi sento solo, perso... cerco di svegliarmi ma il dolore mi tiene fermo lì, e riprendono a scorrere le immagini, questa volta di quello che non abbiamo mai fatto e forse non faremo mai ... i tuoi abbracci, i tuoi baci, gli schiaffi che non mi hai mai dato ...
So che il tempo non si ferma, ma pensandoti in questo modo sono convinto di poterlo fermare almeno dentro di me, non posso pensare che tu possa allontanarti da me, sei il pilastro della mia fantasia, la bussola che mi indica il mio percorso, sei il semaforo rosso che sa quando farmi fermare prima che faccia una sciocchezza....
Sbadato, mai serio, con le tue lacune che mi fanno solo vedere quanto sei dolce ... papà mi manchi già prima che ti allontani da me !
Mi sento solo, perso... cerco di svegliarmi ma il dolore mi tiene fermo lì, e riprendono a scorrere le immagini, questa volta di quello che non abbiamo mai fatto e forse non faremo mai ... i tuoi abbracci, i tuoi baci, gli schiaffi che non mi hai mai dato ...
So che il tempo non si ferma, ma pensandoti in questo modo sono convinto di poterlo fermare almeno dentro di me, non posso pensare che tu possa allontanarti da me, sei il pilastro della mia fantasia, la bussola che mi indica il mio percorso, sei il semaforo rosso che sa quando farmi fermare prima che faccia una sciocchezza....
Sbadato, mai serio, con le tue lacune che mi fanno solo vedere quanto sei dolce ... papà mi manchi già prima che ti allontani da me !
Sò di esser ormai un uomo grande, ma soffro ancora per le delusioni che mi immagino da solo, illudersi o sognare che qualcosa accada, e quando accade deve essere proprio come io vorrei porta a scontrarsi con il muro della realtà. Un muro senza disegni o sfumature, duro e invalicabile, il cui urto ti fa solo aprire gli occhi e cadere nel baratro dei pensieri realistici ricoperti da un velo spesso di negativismo. E' lì che vedi tutto nero, senza sfumature, cadi in un baratro senza appigli, sei deluso. Deluso che la vita non sappia regalarti un attimo di felicità che possa durare per un tempo apprezzabile, deluso che i tuoi sogni per rialzarti in piedi siano stati infranti da una cosa piccola ma importante. I soldi. Si proprio i soldi, dannati, odiati, sperperati, sporchi di sangue e corrotti, ma utili per riuscire a vivere a vincere quelle difficoltà che tutti i giorni si affrontano nella vita. Ti odi, arrivi anche ad odiare chi li ha troppi e potrebbe condividerli, poi ti fermi .... ed ecco ... la mente si raffredda e dal baratro infinito arrivi sul fondo... inizi a stendere la tua vita e i tuoi bisogni su un tappeto e come un tredicenne ai videogiochi cerchi di incastrare quei bisogni come se fossero dei mattoncini del tretris, e vedi un luce, non è un rimedio ne un risultato è solo la luce della fiducia in te stesso. Quella luce riesce a razionalizzare tutto e a rifarti sognare una stabilità economica, a farti concentrare e rincominciare a illudersi e sognare che in un futuro le cose andranno bene. Ecco adesso da uomo grande sò che la vita è un illudersi, un cercare di alzarsi ogni volta che si torna alla realtà, intrappolarsi da soli in una ragnatela di disperazione e negativismo non porta a nient'altro che a cadere nel baratro ... adesso affrontiamo un problema alla volta e se un uomo si schianta contro il muro della vita non è detto che non si possa fermare prima, toccarlo con un dito e tornare indietro.
martedì 27 marzo 2012
Spesso un amore si distorce, si confonde con l'amicizia con l'affetto, è un sentimento complicato che ognuno interpreta a suo modo dandoli significati e importanza diversa, a quasi cinque anni in cui sto accanto a te penso di sapere bene che significato darli, è un amore come musica che non può finire mai, è come un silenzio di abbandono e subito dopo come una festa di compleanno, è come un organo del mio corpo che non posso farne a meno.
Abbiamo fatto progetti su di noi su quello che ci circonda, su quello che abbiamo vissuto e vivremo insieme, sui milioni di posti che i nostri occhi insieme dovranno vedere, abbiamo litigato, ci siamo distaccati a tal punto che la fine pareva essere l'unica soluzione, abbiamo saputo riprendere la ragione e sorpassare quei problemi così enormi e così piccoli da farci star male.
Ci sono state lacrime che hanno invaso i nostri occhi e bagnato i nostri volti, ma poi è sempre arrivato il sole nel nostro cuore che le ha asciugate, e per questo grazie di esistere Amore, grazie di essere accanto a me come un ombra che non svanisce anche quando le stelle e la luna decidono di non splendere, distanti o vicini, malinconici o felici, poveri o ricchi, fidanzati o sposati siamo solo noi due.
Due anime che si rincorrono, due ragazzi che attraversano una folla di amici per vedere davanti a loro un altare, due bambini che litigano per il gusto del ghiacciolo, un artista e un sognatore alle prese con le difficoltà del mondo che li circonda …. ecco come siamo …. ecco come sempre saremo.
Ti Amo amore MIO
Nella mia vita ho visto molti occhi, ci sono stati gli occhi di un bambino, pieni di curiosità per il mondo che appariva davanti a lui, i milioni di scrigni segreti che aspettavano solo qualcuno che con la chiave della conoscenza che li aprisse. Occhi di un cagnolino al parco con il solo interesse di giocare in quel grande tappeto di erba verde che lo faceva sentire come se ballasse sopra una nuvola, occhi che piangevano davanti alle rovine della propria vita rubata e distrutta in pochi secondi. Occhi di una madre che per la prima volta vede nascere da lai suo figlio e lo sente piangere come se quel pianto fosse la prima volta che lui la chiama a se , e occhi di una madre che cerca gli occhi di un figlio ma ormai chiusi dalla morte che lo lo ha rapito senza darli la possibilità di un saluto . Occhi che hanno apprezzato tramonti ed albe in giro per il pianeta e occhi che dalla nascita non hanno mai potuto vedere altro che il buio, e in quel buio ammirare la bellezza dell'immaginazione. Ci sono milioni di occhi che ci guardano e milioni di occhi che non vogliano vedere, che vengono bendati che vengono bagnati da lacrime di gioia e tristezza, milioni di occhi che non hanno ancora imparato a vedere quello che li circonda e quello che li può accecare con la luce della bellezza.
Ma ci sono due occhi che stanno crescendo, imparando, amando e piangendo, sono occhi che non dovranno mai smettere di vedere, occhi che parlano al cuore e al cuore delle persone, occhi che dovranno dare il colore alla vita che stai vivendo, ti auguro di tenerli sempre aperti alla scoperta del mondo, alla scoperta di una vita che ti darà dolore e amore.
Non smettere mai di guardare …...
Incipit.
Inizio a scrivere questo Blogger consigliato da una grande amica di avventura, spero che possa far uscire dalla mia mente sensazioni, emozioni che vorrei esprimere ma non so se ne sarò completamente capace. Il condividere con altre persone disavventure, emozioni, pianti e sorrisi, spero che possa aiutare e aiutarmi a sopravvivere ad una esistenza molto complicata ... una sola regola mi sono prefissato quella della verità (o quasi).
Inizio a scrivere questo Blogger consigliato da una grande amica di avventura, spero che possa far uscire dalla mia mente sensazioni, emozioni che vorrei esprimere ma non so se ne sarò completamente capace. Il condividere con altre persone disavventure, emozioni, pianti e sorrisi, spero che possa aiutare e aiutarmi a sopravvivere ad una esistenza molto complicata ... una sola regola mi sono prefissato quella della verità (o quasi).
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